Il Lenovo Yoga Book 9i non è un laptop qualunque: è un esperimento ingegneristico che diventa strumento di lavoro concreto. Due display OLED da 13,3 pollici con risoluzione 2.8K (2880 x 1800 pixel) e refresh rate a 120 Hz, processore Intel Core Ultra 7 155U, 16 GB di RAM LPDDR5X saldata e SSD da 1 TB. La configurazione è solida, il concetto ambizioso: trasformare il multitasking portatile in qualcosa di più efficace di un normale convertibile. Non parliamo di un gadget da esposizione, ma di un dispositivo che Lenovo ha pensato per chi lavora davvero in mobilità e vuole portarsi dietro una postazione dual-screen senza rinunciare alla portabilità. Certo, il prezzo parte da 2.069 euro (fino a circa 2.699 euro per le configurazioni più spinte), quindi non è per tutti. Ma se l’idea di avere due schermi OLED sempre con voi vi intriga, preparatevi: questo Yoga Book 9i ha parecchio da dire.
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Design e costruzione: eleganza futuristica
Aprire lo Yoga Book 9i è un po’ come aprire un concept device che qualcuno ha dimenticato di tenere nei laboratori di ricerca. La scocca in alluminio (o magnesio inossidabile pressofuso nelle versioni più recenti) è solida, non scricchiola, e la cerniera a 360 gradi regge benissimo anche dopo settimane di aperture e chiusure continue. Il peso si attesta tra 1,22 kg e 1,4 kg a seconda della generazione, con uno spessore di circa 15,95-16,3 mm. Non è leggerissimo in senso assoluto, ma considerando che dentro ci sono due pannelli OLED, la batteria da 80-85 Wh e tutta l’elettronica necessaria, il risultato è più che rispettabile.
Il colore “Tidal Teal” (un blu profondo molto elegante) resiste bene alle impronte digitali grazie al trattamento superficiale opaco. Le cornici sono sottili: 5 mm ai lati, 8,5-10 mm in alto per fare spazio alla webcam da 5 MP con IR (compatibile Windows Hello). C’è un otturatore elettronico per la privacy, che su un dispositivo così tecnologico ci sta anche bene, anche se avremmo preferito una soluzione fisica.
In confezione trovate tutto il necessario: Lenovo Slim Pen (o Yoga Pen con batteria ricaricabile), tastiera Bluetooth retroilluminata, stand Folio magnetico e, in alcune regioni, persino auricolari True Wireless o un mouse Yoga Slim. Lenovo ha fatto le cose per bene: non vi lascia a metà strada con un prodotto così particolare.

Display e audio: doppio OLED, doppia soddisfazione
I due pannelli OLED da 13,3 pollici (o 14 pollici nelle versioni Gen 10) con risoluzione 2.8K (2880 x 1800 pixel) sono lo show principale e permettono di affiancare due documenti a pagina intera o di mantenere una finestra di lavoro aperta sullo schermo superiore mentre si gestiscono le mail su quello inferiore. Refresh rate a 120 Hz (60 Hz su alcune configurazioni), supporto HDR500, 100% DCI-P3, luminosità massima dichiarata fino a 400 nit (473-497 nit misurati in alcune review). La resa cromatica è eccellente, i neri assoluti tipici dell’OLED e il contrasto praticamente infinito rendono tutto più bello, che si tratti di lavorare su documenti, guardare film o modificare foto.
All’aperto la luminosità non è stellare, e l’assenza di un trattamento antiriflesso si fa sentire sotto la luce diretta del sole. Ma al chiuso, anche in ambienti molto luminosi, i display si comportano benissimo. La gestione separata della luminosità dei due schermi è un dettaglio intelligente: quando usate la tastiera virtuale sullo schermo inferiore, potete abbassarne la luminosità per risparmiare batteria senza penalizzare la visibilità del pannello principale.
Il comparto audio è affidato a quattro altoparlanti Bowers & Wilkins (due woofer da 2W e due tweeter da 1W, o configurazioni simili) con supporto Dolby Atmos. La soundbar integrata nella cerniera non è solo un vezzo estetico: suona davvero bene per un laptop così compatto. I suoni sono caldi, corposi e puliti, con una separazione stereo convincente. Non è un cinema, ma per videochiamate, streaming e musica in background è più che sufficiente.

Prestazioni e versatilità: multitasking concreto
Sotto la scocca troviamo processori Intel Core Ultra di ultima generazione: Core Ultra 7 155U o Core Ultra 7 255H (fino al potente Core Ultra 9 285H nelle configurazioni top). Sono CPU Meteor Lake con 12-16 core (mix di P-Core, E-Core e LPE-Core), frequenze fino a 4,8 GHz, grafica integrata Intel Arc (o Intel Iris Xe Graphics) e NPU dedicata per task AI. La RAM è saldata: 16 GB LPDDR5X a 6400-7467 MHz (o 32 GB nelle versioni più spinte), abbinata a SSD PCIe Gen4 da 512 GB o 1 TB (Samsung nelle nostre prove, con velocità vicine ai 5 GB/s in lettura).
Le prestazioni sono ottime per un ultrabook: navigazione web fluida, gestione documenti senza intoppi, fotoritocco leggero in Photoshop e montaggio video in Full HD/4K a 60fps senza problemi. Non aspettatevi una workstation con GPU dedicata, ma per uso professionale office-oriented e creativo light, lo Yoga Book 9i non delude. In PCMark 10 ha totalizzato circa 7036 punti, in Cinebench R24 circa 104 punti single-thread e 647 multi-thread. Sotto stress il raffreddamento fatica un po’ (le temperature sfiorano i 100°C nei benchmark più estremi), ma in scenari reali il laptop resta silenzioso e non scalda in zone critiche come la tastiera.
La vera magia è nella versatilità. Potete usare lo Yoga Book 9i come:
– Laptop tradizionale: tastiera fisica Bluetooth sul secondo schermo, touchpad virtuale nella parte restante.
– Dual-screen landscape: due schermi affiancati orizzontalmente, con stand Folio e tastiera esterna.
– Dual-screen portrait: due schermi in verticale, perfetto per scrivere su uno e consultare fonti sull’altro.
– Tablet: piegato a 360 gradi, con penna inclusa per prendere appunti o disegnare.
– Modalità tenda: per presentazioni o streaming.
Lenovo ha fatto un ottimo lavoro di ottimizzazione software per adattare Windows 11 al dual-screen. Il multitasking è intuitivo, veloce, e dopo qualche giorno di utilizzo diventa naturale. Certo, Windows 11 ogni tanto crea qualche problemino (soprattutto con il touchpad virtuale), ma nel complesso l’esperienza è solida.
Autonomia e connettività: batteria convincente, porte essenziali
La batteria da 80-85 Wh con ricarica a 65W (80% in 30 minuti) garantisce un’autonomia che ci ha sorpreso positivamente. Con uso office (Wi-Fi attivo, luminosità al 50%, tastiera virtuale), abbiamo registrato circa 11 ore e 29 minuti nel test Procyon Office e 9 ore e 55 minuti in riproduzione video continua. Con uso più intenso (dual-screen accesi, luminosità alta, rendering video) si scende a 3-5 ore, ma è comunque un risultato notevole per un dispositivo con due display OLED.
La connettività è moderna ma essenziale: 3 porte USB-C Thunderbolt 4 (tutte con Power Delivery, DisplayPort 2.1 e funzione Always On), Wi-Fi 6E (o Wi-Fi 7 nelle versioni più recenti) e Bluetooth 5.2-5.4. Mancano HDMI, USB-A e lettore MicroSD, quindi dovrete armarvi di adattatori o hub USB-C. Il Wi-Fi 6E si comporta bene, anche se in alcune prove le velocità su reti a 6 GHz sono risultate leggermente sottotono rispetto agli smartphone top di gamma (circa 500 Mbps vs 1,4-1,7 Gbps). Forse serve qualche aggiornamento driver.
Tastiera, penna e webcam: accessori ben pensati
La tastiera Bluetooth inclusa è comoda, retroilluminata e si aggancia magneticamente al secondo schermo. La digitazione è precisa, il feedback buono, e dopo qualche giorno di utilizzo diventa naturale. L’unico neo: i tasti freccia su/giù sono a mezza altezza, e il tasto Invio può essere mancato qualche volta a causa della fila di tasti aggiuntivi sulla destra (che include il lettore d’impronte digitali su alcune versioni).
La tastiera virtuale su schermo è funzionale per input rapidi, ma non ideale per sessioni di scrittura prolungate. Il touchpad virtuale è ampio, preciso (anche se Windows 11 ogni tanto perde qualche tocco), e si può spostare a piacimento.
La Lenovo Slim Pen (o Yoga Pen) è un valore aggiunto: sensibilità alla pressione convincente, inclinazione rilevata, due tasti configurabili. Non è precisa come l’Apple Pencil su iPad Pro, ma per prendere appunti, annotare PDF o disegnare sketch è perfetta. Peccato per l’assenza di un alloggiamento magnetico affidabile: il rischio di perderla è alto, meglio riporla in una tasca separata.
La webcam da 5 MP con IR è di buona qualità, anche in controluce e con illuminazione media. Non è ideale per registrare video, ma per videochiamate va benissimo. I due microfoni integrati sono più che adeguati per call e meeting. Il riconoscimento facciale Windows Hello è rapido e sicuro.
Verdetto
Un esperimento riuscito, ma non per tutti
Il Lenovo Yoga Book 9i è un prodotto che funziona davvero. Non è un concept da vetrina, ma uno strumento di lavoro concreto per chi vuole portarsi dietro una postazione dual-screen senza rinunciare alla portabilità. I due display OLED sono eccellenti, le prestazioni adeguate per uso professionale e creativo light, l’autonomia sorprendentemente buona. Lenovo ha azzeccato l’esecuzione: accessori inclusi, ottimizzazione software intelligente, build quality solida.
Ma non è per tutti. Il prezzo è alto (da 2.069€ a 2.699€), le porte sono poche e richiedono adattatori, e Windows 11 ogni tanto mostra qualche incertezza nella gestione del dual-screen. Se cercate un laptop tradizionale con prestazioni superiori o autonomia record, ci sono alternative più economiche e performanti (Dell XPS 14, MacBook Pro 14″, Lenovo Yoga 9i classico). Ma se l’idea di avere due schermi OLED sempre con voi vi intriga, e siete disposti a pagare per l’innovazione, lo Yoga Book 9i è probabilmente il miglior dual-screen laptop sul mercato. Lenovo ha dimostrato che si può fare qualcosa di diverso senza perdere di vista la funzionalità. E questo, nel 2024, non è poco.

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